– Mito del viaggio
– Simbolo dell’anima migrante
– Metafora dell’avventura umana
Il testo riportato sulla vela di A R G O è anche il motivo ispiratore dell’opera:
La leggendaria nave sospinta dalla brezza marina avanza veloce sulle acque profonde ricevendo improvvise e forti ondate sulle solide fiancate.
A sostenere il comando e la rotta del fantastico viaggio sono richiesti al contempo uno spirito generoso e audace e un’azione ferma e capace.
Solo in tal modo è possibile scorgere nello sconfinato e insidioso cammino, con nuovo stupore, le mete sognate.
Ceramica in argilla bianca, decorata invetriata, con lustri al terzo fuoco cm. 30x50x65
Le sirene sono rappresentate come le custodi di un luogo speciale, una sorta di mulino del tempo, dove si svolge in modo ciclico la tessitura del destino degli uomini.
Le sirene però, nella rappresentazione, sono mute perchè “arma ancora più temibile del canto è il silenzio delle sirene” ( F.Kafka)
Il loro canto è il racconto del nostro vissuto e anche del nostro destino, negare tale ascolto può essere fatale.
Il loro silenzio infatti, è capace di suscitare in chi ritenga di averle sconfitte un orgoglio smisurato e rovinoso.
Ceramica in argilla bianca, decorata e invetriata, con lustri al terzo fuoco cm.30x30x68
Il tema della rappresentazione trae spunto da alcune definizioni del tempo e in particolare dai concetti riferiti al “tempo oggettivo”, inteso come ordine misurabile del divenire e al “tempo soggettivo”, considerato come dimensione cronologica vissuta internamente, a cui si collega la nozione di coscienza del tempo stesso. Lo sviluppo dell’elaborato evidenzia come il tempo umano sia intrecciato con la coscienza del tempo stesso e sia strettamente connesso alle attività in divenire.
Materiale: ceramica in argilla bianca decorata, invetriata e con lustri metallici a terzo fuoco
Dimensioni: cm 30x30x65
Nella versione di tipo naturalistico, l’elaborazione si ispira agli eterni flussi migratori di esseri viventi. Invece, nella seconda, la realizzazione é più orientata verso l’astrazione dei corpi. Il viaggio è immaginato in uno spazio non più inteso come luogo naturale, ma immateriale e senza tempo, in cui il continuo movimento di flussi energetici è in armonia con il movimenti dell’universo.
Ceramica in argilla bianca decorata, invetriata e con lustri metallici a terzo fuoco
Dimensioni: cm 30x35x50
(Il richiamo dell’ombra )
La realizzazione trae spunto da una ricerca intorno al significato di “daimon”, evidenziando aspetti che in antichità indicavano delle potenze anonime e invisibili, capaci di suscitare angoscia ma allo stesso tempo in grado anche di svolgere un ruolo intermediario con le divinità.
Partendo da tali considerazioni si è immaginato come in certi momenti della nostra esistenza individuale, questi archetipi dell’io, possano emergere dall’inconscio attraverso certi sogni, assumendo forme riconducibili a miti e racconti.
La visione plastico-pittorica si è quindi orientata sulla rappresentazione di queste entità che al pari di “ombre” abitano universi interiori e possono assumere caratteristiche oscillanti tra il mostruoso e il fantastico, inclini a proiettarsi verso l’esterno (identificabile col nostro vissuto quotidiano), per esercitare la loro influenza.
Presenze inquietanti a prima vista ma essenziali per far sì che ogni individuo possa seguire la sua vocazione e realizzare il suo destino con responsabilità.
F. Nietzsche: il drago che l’eroe deve affrontare è accucciato dentro la sua armatura
Terracotta in argilla bianca, decorata invetriata, con lustri al terzo fuoco cm. 50x50x75
La composizione plastica ripropone il movimento di un’antica danza: la caròla, nella quale il centro dello spazio circolare era occupato da una presenza (un dio, un idolo o un elemento naturale), che poteva essere invocata per riti propiziatori. Lo schema della caròla, probabilmente custode di memoria del mito, si è imposto nel corso dei secoli, come modello anche per la carica di potenza espressiva comunicata. Un circolo armonico, chiuso dall’unione delle mani di figure, che rimanda al movimento di creature celesti. La danza in circolo simula l’universo intero e rinvia a simboli alchemici. La danza, immagine in movimento, si carica di elementi ripresi dal tradizionale repertorio iconografico di fede, misto al mondo del mito, per adattarsi e acquisire nuovi significati in forme nuove e inedite.
Terracotta in argilla bianca, decorata invetriata e trattata con lustri metallici cm. 35x35x50
Nell’antica usanza, l’amuleto aveva il potere di allontanare rischi e pericoli. Sulla base di tale caratteristica si è sviluppata una composizione con elementi che rievocano da una parte fortificazioni e dissuasori e dall’altra superfici in tensione, cariche di energia e segni esoterici.
Ceramica in argilla bianca, decorata e invetriata, con lustri a terzo fuoco. cm 35x30x10
Con il termine talismano si è da sempre identificato un particolare oggetto che potesse conferire al possessore poteri magici, tali da renderlo capace di compiere azioni o imprese impossibili per chiunque. Sulla base di questa osservazione si è elaborato un insieme di elementi geometrici organizzati in una forma al cui centro si inserisce una capsula centrale con funzione di contenitore.
Ceramica in argilla bianca, decorata e invetriata, con lustri a terzo fuoco. cm 30x30x10
(NOSTRA SIGNORA DELLA MISERICORDIA)
L’iconografia della Madonna della Misericordia è stata interpretata con accenti di forte stilizzazione ad esclusione del volto e delle mani. La scelta di valorizzare le spinte dinamiche che si propagano dal basso verso l’alto è ispirata alla testimonianza resa dal Botta alle autorità civili e religiose riguardanti l’apparazione avvenuta il 18 marzo 1536.
Ceramica in argilla bianca, decorata e invetriata (2006) cm. 12x 10 x18
L’interpretazione di un calice il cui significato va al di là del suo essere contenitore, è stata affrontata associando il valore simbolico presente nella cultura cristiana con elementi e forme dell’architettura religiosa utilizzati nel tempo.
Ceramica in argilla bianca, decorata e invetriata, con lustri a terzo fuoco.
cm. 24 x 24 x 40
La motivazione dell’elaborato nasce dall’idea che il sole fosse in origine una divinità femminile, particolarmente presente nelle società in cui il culto della Grande Madre era associato alla creazione, alla fertilità e alla protezione della vita. Grandissima attenzione e venerazione era quindi riservata a questo astro. Immaginare oggi, di poter osservare questa danza armoniosa dei pianeti intorno alla stella madre e cercare di intuirne anche le mirabolanti traiettorie invita a riflettere su un sistema che se in passato fosse stato minimamente turbato, non avremmo potuto più ammirare i pianeti e le loro fragili configurazioni di orbite, danzanti intorno al sole.
Ceramica in argilla bianca decorata sottovetrina e trattata con lustri a terzo fuoco, cm. 30x30x60 (2025)