Il tema della composizione ceramica è ispirato a Ipazia: figura straordinaria vissuta agli inizi del V sec. d.C. a cui il poeta Pallada dedica il seguente epigramma:
“Quando t’incontro, mi prostro davanti alla tua persona, alle tue parole e alla tua poesia,
vedendo in te la casa astrale della Vergine.
Verso il cielo, infatti, è rivolto ogni tuo atto,
incantevole Hypatia, bellezza della parola,
astro incontaminato dalla sapiente cultura”.
Ipazia, filosofa, astronoma, matematica ma soprattutto donna di elevatissima dignità morale ed intellettuale non rinuncia al suo grande amore per lo studio delle scienze anche quando comprende che le sue idee innovative e rivoluzionarie le sarebbero costate la vita.
Ceramica in argilla bianca decorata, invetriata e trattata con lustri a terzo fuoco. cm. 25x25x60
(Lo spirito del vento)
La rivisitazione di un archetipo della figura femminile è ispirata al significato attribuito, da alcune antiche civiltà, al nome Lilith. In sumero la radice del nome significava vento, in lingua accadica si riferiva ad una divinità femminile definita “signora dell’aria”, mentre in ebraico derivava dalla parola laylah che tradotta vuol dire notte. Vi sono quindi diverse tradizioni e riferimenti simbolici che concorrono ad identificare tale figura, in alcuni casi, all’immagine di potente demone distruttrice, in altri, all’antico mito della dea Madre.
L’interpretazione trae spunto quindi, dall’importanza attribuita alla mitica donna, dall’antica cultura araba, che non considerava “la parte buia, oscura” come qualcosa di nefasto o minaccioso ma come il non-manifestato della creazione divina. Si tratterebbe del Divino Femminile a cui i poeti Sufi si rivolgono attribuendole il nome Layla*.
Layla, secondo l’interpretazione data dai Sufi, significa potere dell’amore.
Ceramica in argilla bianca, decorata e invetriata, Scultura cm. 40 x 40 x 58
Lo sviluppo del tema plastico è ispirato ad una figura di primaria grandezza della storia cristiana. La Maddalena o Maria di Magdala, nella cultura occidentale, è stata da sempre confusa con la peccatrice penitente, citata nei Vangeli e, solo di recente, restituita alla sua autentica identità. L’interpretazione di questa icona dotata di una carica spirituale straordinaria, tale da meritare l’appellativo di “Apostola degli Apostoli”, si presenta con la particolarità derivante dalla travisazione della sua identità e cioè con il profilo sovrapposto.
La scelta degli elementi compositivi sono richiami simbolici sia al ruolo svolto in vita sia al culto diffuso nel mondo cristiano: le due M inserite nella base sottolineano la provenienza geografica, la torre di supporto richiama l’etimologia del nome ebraico magdalenne, l’inserimento della sagoma dell’uovo vuole rappresentare la prima testimonianza della resurrezione di Cristo.
Ceramica in argilla bianca decorata e invetriata. Trattata con lustri a terzo fuoco e inserti metallici. cm. 30x30x72
(Grazia orientale)
La rappresentare plastica trae spunto da un aspetto della seduzione femminile, strettamente legato ad una gestualità non casuale, collegata ad una complessa strutturazione del pensiero. L’elaborato in ceramica presenta, nella zona superiore, elementi geometrici strutturati in modo da porsi in relazione con lo spazio circostante. L’aspetto del volto appare assorto in un’atmosfera sognante, ma in realtà c’è profonda interazione con l’ambiente circostante. Alcuni elementi ornamentali rimandano ad aree medio orientali.
Ceramica in argilla bianca decorata e invetriata. Inserimento di lustri metallici a terzo fuoco.
cm. 20x20x48
(L’istinto del mare)
Lighea, sirena mediterranea, è stata interpretata scegliendo di escludere la caratterizzazione di creatura marina, tipica dell’immaginario collettivo. Le forme sono determinate da una sorta di intreccio di elementi sinuosi che tende a collegare dei tratti femminili ad una misteriosa presenza appartenente al mondo marino dei miti.
Ceramica in argilla bianca decorata sottovetrina con aggiunta di lustri a terzo fuoco
cm. 30x30x40
(Il mito di una nuova genesi dell’uomo)
L’interpretazione di Pandora nasce da una rilettura del mito a cui ricorre Esiodo per spiegare le origini della condizione umana. Nel mondo greco dell’antichità, Pandora è il principio femminile, la sessualità e il piacere ma appare come una maledizione disgregatrice e distruttiva. Sarà lei, infatti, sollevando il coperchio del fatidico vaso, a far conoscere agli uomini sofferenze e dolore, ma il mutamento, sebbene traumatico e terribile procura una condizione inedita e straordinaria perché sarà possibile sperimentare sentimenti nuovi e profondi, tipici del genere umano. Ciò che si vuole focalizzare, quindi, è una figura femminile che inaugura una nuova era, in cui l’uomo assume consapevolezza del suo essere e, di conseguenza, può compiere azioni (nel bene e nel male) con assoluta libertà di determinazione. Le sembianze di Pandora sono ispirate ad antiche divinità e viene immaginata nel momento in cui appare sulla terra, in un incedere danzante. Al centro dell’asse corporeo è evidenziato un ventre/contenitore in procinto di scoperchiarsi per generare una nuova umanità: la nostra.
Ceramica in argilla bianca, decorata invetriata e trattata con lustri metallici cm.20x20x35
(L’amore sognato)
Nella rappresentazione si è cercato di cogliere la sincera spontaneità e la naturalezza di Nausicaa. Il movimento e il contesto immaginato sono ispirati all’incontro con Ulisse. Il suo apparire è una presenza inaspettata, capace di suscitare, nel mitico eroe, un impatto emotivo senza precedenti. Nausicaa appartiene però ad una dimensione fuori dal tempo e come tale è destinata a non poter perseguire l’amore sognato. I riferimenti simbolici legati al mare, al mondo onirico e al volere divino sono presenti nei decori e nella presenza della civetta cara alla dea Athena.
Ceramica in argilla bianca decorata e invetriata. Inserimenti di lustri a terzo fuoco.
cm. 25x25x46
La suggestione dell’ultimo viaggio di Ulisse, narrato nel poema pascoliano, è la traccia su cui si sviluppa il tema compositivo. Il corpo, ormai senza vita dell’eroe, sospinto dalle correnti, giunge sulla riva dell’isola della ninfa che presagisce l’evento attraverso l’insolita agitazione dell’ambiente naturale in cui vive. Accorsa sulla spiaggia si china sul suo amato avvolgendolo “nella nube dei suoi capelli” .
Calipso, ninfa e donna, che per amore ha rinunciato al suo amato, nel momento del suo ultimo ritorno, conscia del mortale destino, si abbandona ad un forte e struggente abbraccio.
“Non esser mai! non esser mai! più nulla, ma meno morte, che non esser più!” (G. Pascoli, Poemi Conviviali –L’ultimo viaggio)
Altorilievo in ceramica, decorata e invetriata, con lustri a terzo fuoco. cm. 40x55x8
Del famoso canto della Divina Commedia è stata interpretato l’aspetto fisico ambientale e in particolare la terribile tempesta infernale che non dà mai tregua agli spiriti, ma che consente comunque alla sfortunata coppia di amanti di muoversi leggeri nel vento e raccontare in modo struggente e appassionato la loro triste storia.
Altorilievo in ceramica di argilla bianca decorata e invetriata, trattata con lustri.
cm. 27×8 x42
GARIBALDI – L’uomo bandiera
Insegne, vessilli, stendardi, bandiere hanno da sempre reso visibile e riconoscibile le identità dei popoli e sotto il loro sventolare si sono svolte innumerevoli azioni di uomini che hanno contribuito a disegnare i grandi avvenimenti della storia. Nella realizzazione del piatto dedicato a Garibaldi si è scelta la dimensione dell’uomo che in termini simbolici, diventa lui stesso bandiera, animato dal forte vento della passione e sostenuto da un grande ideale .
Piatto a rilievo in ceramica, diametro cm. 40
ANITA – Un ideale al femminile
E’ risaputo che molti grandi uomini hanno avuto al loro fianco donne eccezionali e nel caso di Anita Garibaldi, è evidente che il livello di partecipazione in prima persona, sul campo, ha assunto un peso notevole nel consegnare alla storia la straordinaria figura “dell’eroe dei due mondi”. La realizzazione del piatto si basa sul dinamismo esercitato dall’ideale da seguire, simbolicamente rappresentato da vessilli che attraversano il modo di essere e di pensare al femminile. La dinamicità esterna diventa a questo punto libera di esprimersi nell’essere donna, manifestandosi in un movimento dei capelli e dei tratti del volto tesi a rendere netta la volontà di scelta e appassionata adesione ad un ideale .
Piatto a rilievo in ceramica, diametro cm. 40
( Pensiero creativo oltreconfine)
Il mito racchiude in sé verità senza tempo, in grado di parlare ancora oggi alla parte più profonda che la natura umana possiede.
Dedalo, nel suo essere inventore e artista geniale, esercita il proprio intelletto in maniera straordinaria.
Oltre al famoso labirinto e alla creazioni delle ali artificiali per evadere dallo stesso, a lui si attribuiscono opere sorprendenti e sconcertanti come statue di divinità che avevano occhi aperti e membra mobili (agalmata). Dedalo nel mito, progetta e crea oltrepassando i confini della conoscenza disponibile al suo tempo, elaborando una visione della realtà trasformata e migliorata per effetto di grandi intuizioni e concrete applicazioni.
Ceramica in argilla bianca decorata e invetriata. Trattata con lustri a terzo fuoco. cm. 30x30x58
La composizione si ispira alla mitica narrazione del passato di Medusa e in particolare alla sua gioiosa e splendida bellezza infranta da una violenza inaudita e gratuita. In una rilettura del mito si immagina che Atena invece di punire la sua giovane sacerdotessa trasformandola in un orrendo mostro, abbia voluto preservarla da possibili altre violenze, donandole una terrificante effige, capace di pietrificare chi avrebbe attentato alla sua vita. Lo sguardo della fanciulla, pur conservando tutto il dolore per l’oltraggio subito può, a questo punto, mostrare la sua infinita dignità e determinazione.
Medusa assume, nei secoli successivi, emblema di forza temibile e scudo per chi ha bisogno di protezione.
L’immaginario messaggio che sintetizza la sua vita potrebbe essere il seguente:
Io vissi nell’amato tempio
il giorno amaro
in cui caddi preda di un dio crudele.
Lo sdegnato sguardo
della grande dea
non consumò su di me
la sua terribile vendetta,
ma nascose la mia umiliazione
agli dei e agli uomini,
proteggendomi con la terribile effige
temuta e rispettata in ogni tempo.
Ceramica in argilla bianca decorata sottovetrina e trattata con lustri a terzo fuoco, cm. 30x30x50 (2024)
(Lo sguardo dell’anima)
Psiche è interpretata come la donna che sceglie la consapevolezza e la verità invece della cieca obbedienza.
Guardare il volto di Amore non è una debolezza, ma un atto di autodeterminazione.
Psiche non accetta più un amore fondato sull’ignoranza e sul mistero, ma desidera conoscere e comprendere.
In questa prospettiva, l’amore non è solo un sentimento, ma un cammino di crescita e mutamento, capace di rendere l’umano divino e il divino umano.
Ceramica in argilla bianca decorata sotto vetrina cm 45x48x30
Ingegno e resilienza: 2 fili della stessa tela
Non solo moglie che attende: Penelope può essere letta come sovrana stratega che, durante l’assenza di Ulisse, mantiene saldo il destino di Itaca. Il celebre tessere e disfare la tela diventa così metafora politica: come in una partita a scacchi, la regina agisce con intelligenza e lungimiranza, rispondendo saggiamente a mosse potenzialmente distruttive per proteggere il popolo e il bene collettivo.