Se davvero accadde che Giuseppe depose un dono nelle mani di Maria, allora è più che verosimile che in quel gesto si celasse la testimonianza di un amore assoluto, privo di condizioni.
Chiunque, trovandosi al suo posto, avrebbe potuto cedere al dubbio, al senso di tradimento, alla paura del giudizio. Eppure, Giuseppe non si lascia trascinare dal caos interiore.
Non cerca prove, non pretende spiegazioni immediate. Maria, nella sua umiltà e purezza, ai suoi occhi diventa la prova vivente che esiste qualcosa di più grande della paura e del dubbio.
Il suo gesto non è solo un atto affettuoso e protettivo, ma un atto di fede nel senso più profondo.
Ceramica in argilla bianca decorata sottovetrina e trattata con lustri a terzo fuoco, cm. 30x50x16 (2025)
L’elaborato è ispirato al momento più tragico della vita di Gesù. In quel momento estremo, in cui anche il Padre sembrava inspiegabilmente scomparso al suo sguardo di uomo, Gesù incontra lo sguardo di sua madre. Maria era lì ad assistere alla straziante agonia del figlio e in quell’interminabile trascorrere del tempo, sospeso tra terra e cielo, tende la mano per fargli una carezza. Un gesto in cui riversa tutto il suo amore per cercare di essere di conforto e vicinanza al figlio, ignobilmente sacrificato dalla crudeltà degli uomini.
Ceramica in argilla bianca e argilla refrattaria, colorata sottovetrina con aggiunta di lustri a terzo fuoco. cm60x25x25 (2023)
La composizione trae spunto da una storia attribuita all’infanzia di Gesù. Questo racconto, in cui Gesù plasma passeri d’argilla e poi li anima trasformandoli in creature viventi, è profondamente simbolico e può essere visto come una rappresentazione del divino che infonde vita alla materia inerte. L’atto del soffio che dona vita alla materia è qualcosa di sacro che trascende ogni logica fisica e suscita riflessioni profonde sul significato del concetto di vita.
Contesto immaginato:“Adesso volate via”
Battendo le mani, il bambino attese qualche secondo, con gli occhi fissi sui passeri d’argilla. All’improvviso si udì un battito d’ali rapido e convulso, e gli uccellini, esibendosi in uno spettacolare frullio, si alzarono in volo, sospingendo, come una carezza, un leggero soffio di vento sul viso del bambino, che sorrise felice.
Ceramica in argilla bianca decorata sottovetrina e trattata
con lustri a terzo fuoco, cm. 30x35x50 (2024)
Il Vangelo non fa nessun accenno all’apparizione di Gesù risorto alla madre. Tuttavia è comune opinione dei Teologi che Gesù, appena risorto, sia apparso, prima che ad ogni altro, a sua madre.
Sant’Ambrogio afferma che «Maria fu la prima nel vedere e la prima nel credere alla Risurrezione «di Cristo» (De Virg, 1, 3).
«Maria – scrive San Bernardo – prima fra tutti, vide il Signore risuscitato» (Sermo de Resurr. Dom.).
La rappresentazione plastica si ispira al momento in cui potrebbe essere avvenuto l’abbraccio atteso dalla madre.
“Mamma”
disse
e poi la strinse a sé,
mentre lei sorpresa e confusa
aveva il cuore in tumulto.
Maria comprese che non era una visione
e poggiò la testa sul petto del figlio
che da quel momento era anche padre
e sentì di essere anche lei figlia,
oltre che madre.
Ceramica in argilla bianca decorata sottovetrina e trattata con lustri a terzo fuoco
cm. 25x30x45 (2024)
La “stella d’oriente” che dà il messaggio della venuta del Dio, non è altro che Sirio, la stella più luminosa del cielo notturno. Il 24 dicembre di ogni anno, Sirio, com’era già noto nei tempi antichi, si allinea con le tre stelle più brillanti della cintura di Orione.
Queste ultime tre stelle vengono chiamate, oggi come nell’antichità, “I tre Re” o ” I re Magi”. La linea retta descritta idealmente da queste 4 stelle (Sirio più “i tre Re” allineati) indica esattamente il punto dell’orizzonte dove il sole sorgerà il 25 dicembre. Ecco l’allegoria della stella che, insieme ai tre re che la “seguono”, indica il punto dove il sole (cioè la divinità del Sole) nascerà.
Ceramica in argilla bianca decorata sotto vetrina cm 50x50x15